"he was young, handsome, a millionaire, and he'd just pulled off the perfect crime!"

domenica 11 novembre 2007

the naked and the dead

è giunto il tempo per miss dunaway di fare la sua mossa.



"Provi sempre una forte impressione quando lo vedi. Non
dal vero come in televisione ma in piedi davanti a te, nella sua forma migliore. Allora il Più Grande Atleta del Mondo rischia di essere il più bell'uomo d'America, e un vocabolario iperbolico rischia di fare la sua comparsa. Le donne emettono un udibile sospiro. Gli uomini abbassano lo sguardo. Si rammentano di nuovo del loro scarso valore. Anche se Ali non avesse mai aperto bocca per far tremare le gelatine dell'opinione pubblica ispirerebbe sempre amore e odio. Poiché Alì è il Principe del cielo: così dice il silenzio che circonda il suo corpo quando egli è luminoso. Quando è depresso, però, la sua pelle prende il colore del caffè con latte acquoso, non con la panna. C'è il verde malaticcio di una mattina depressa nelle torbide lavature della carne. Ha l'aria di uno che non si sente molto bene." the fight



Dopo queste prime righe ti sembra del tutto naturale divorare le altre duecentocinquanta pagine. Anche se di boxe mai te n'è importato prima. Anche se Muhammad Alì è solo un nome di un immaginario collettivo che non ti appartiene più, che senti ormai alle tue spalle. E improvvisamente sei davvero lì a Kinshasa nel 1975, e ti ritrovi irrazionalmente a sperare che George Foreman non vinca, e patisci l'inquietudine insopportabile ed esaltante di chi ancora in quei giorni aspettava l'esito della Sfida.
Questo per me Norman Mailer.


E dietro questo nome, l'intera vita di un ingegnere aeronautico nato nel New Jersey nel 1923. Due premi Pulitzer, soldato nel Pacifico nella Seconda Guerra Mondiale, portavoce della rivolta hippie e padre del New Journalism con Tom Wolfe e Truman Capote, sei mogli (col tentativo- fallito- di accoltellarne una), nove figli e il whiskey e la droga.
E ti senti triste quando vieni a sapere che non potrà ritentare di candidarsi come sindaco di New York.
E ti senti tremendamente incazzata quando lo scopri dalla voce indifferente di Clemente J. Mimun dopo un lungo ed approfondito servizio sul Gatto-che -ruba-le-scarpe-dei-paesani.
Sicuramente Norman Mailer ne avrebbe riso.



"Stiamo parlando dell'economia dell'umore. Forse si tratta dell'unica economia che interviene nel gioco delle forze fra coloro che sono vivi e coloro che sono morti".
the fight

miss dunaway

13 commenti:

mr.crown ha detto...

ali boma ye

Hank ha detto...

Ora capisco. Miss Dunaway è Borguez!

Luca Sartoni ha detto...

con la parrucca

borguez ha detto...

Borguez sarebbe fiero di essere Miss Dunaway, ma non ci si avvicina neppure!

Piuttosto ringrazia per le parole...
che tacciano gli stolti!

mr.crown ha detto...

hank: in realtà appena venuti a conoscenza della grave perdita ci siamo mossi con grande repentinità.

non si può non stare dalla parte di uno che ha tentato di accoltellare la moglie e tra le cui frasi celebri c'è anche questa:

"You never really know a woman until you meet her in court”

Hank ha detto...

Leonard Cohen ha scritto che non si conosce una donna fino a quando non le si guarda il viso durante un orgasmo.

Ovviamente ha ragione Mailer.

mr.crown ha detto...

hank: sì, è la differenza tra l'uomo che sogna e quello che sa

borguez ha detto...

il mio elettrauto dice che non conosci una donna finchè non la guardi in volto durante un'orgasmo nel bel mezzo di un'udienza di divorzio in tribunale!

Morphine ha detto...

Mio nonno - verso la fine del XIX secolo - mi diceva invece sempre che "non conosci mai veramente una donna.Punto".

mr.crown ha detto...

borguez: ha un chè di autobiografico.

Kekko ha detto...

@hank:
leonard cohen tradisce il suo retroterra catto-qualcosa confondendo il concetto gnoseologico di "conoscere" con il concetto biblico del lemma in questione.

naturalmente io sono un fan totale dell'ignoranza, così come al primo capoverso dell'unica fonte di sapere degli ignoranti come me, cioè la grande W:
L'ignoranza è la condizione dell'ignorante, cioè chi non conosce in modo adeguato un fatto o un oggetto, ovvero manca di una conoscenza sufficiente di una o più branche del sapere. Può altresì indicare lo scostamento tra la realtà ed una percezione errata della stessa.
da cui la mia stima per gli avi di Morphine. venendo all'oggetto, Miss Dunaway dev'essere la più fica di tutte.

Maud ha detto...

kekko, non vorrei contraddirti, ma credo che Leonard Cohen sia ebreo... o almeno così dicono! :-)

Anonimo ha detto...

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